La macchinata

«Allora, tutti d'accordo, si parte e si va a Torino a firmare col Chiampa. Macchinata unica così si risparmia».
«Se volete io ci metto la mia vecchia Duna diesel, che consuma poco, ci ha 25 anni ma ha appena 15mila km».
«Marziano, con quella carretta ci arriviamo domani. E divertiti un po'. Ci andiamo con la mia Biemvù che tocca i 300 e 40 minuti siam lì».
«Ciga, vai piano che a me non piace correre, lo sai che è pericoloso».
«Tranquilla, Ade, ho fatto il corso di guida sicura, io».
«Sicuri che non volete che guidi io?».
«Oh, ma questa vuol sempre comandare lei?».
«Che hai detto, Ciga?»
«Niente, Marchio, niente, stai manza».
«Ciga, ti conviene tacere, che sei stato miracolato, che se Marchio cambia idea dietro al cimitero bene che ti vada ci metti qualche tomba in più, altro che ospedale».
«Potrei ampliare il villaggio di Babbo Natale, anzi, sai cosa faccio? L'ospedale lo intitoliamo a Santa Klaus, altro che San Biagio. E a tutti i degenti regaliamo una bella visita alla Grotta gratuita».
«Ma non fa un po' freddo nella grotta? E se poi si ammalano?».
«Ade, pensa alla salute».
«Ma Ciga, è quello che faccio ogni giorno».
«Alla tua, che avevi capito».
«Prima di partire diciamo tutti una preghiera?».
«Preghiera??? Ma chi abbiamo qui, Frate Cionfoli?».
«Caro Ciga, il beato Rosmini suggeriva sempre di pregare prima di mettersi in viaggio».
«Senti, Marziano, tu stai dietro e goditi il panorama che a condurre il mezzo ci penso io».
«Sicuri che non volete che guidi io?».
«No, Marchio, e rilassati un attimo! Facciamo così, tu stai davanti con me e mi indichi la strada, occhei? E se non sai chiedi al Reschi, tanto lo sappiamo che è lui che decide».
«Io posso stare dietro, che ho da leggere una cosa?».
«Ma certo Marziano, sempre chino su sti libri. Che è che leggi? L'Osservatore Romano? Ma lo pubblicano ancora?».
«Vabbè, poverino, lui è uno di cultura lo sai».
«Eh sì Ade, lo so che è uno studiato».
«Sentite, ma siamo proprio sicuri che lo vogliamo fare lì, st'ospedale? Non sarà un po' scomodo per quelli che vengono dalle valli?».
«Ancora Ade? Ma quanti scrupoli ti fai!».
«E di quello che abbiamo adesso cosa facciamo? Cioè, c'è un ospedale con più di mille anni di storia, lì ci passavano i pellegrini dalla Svizzera. Mi sono documentata, c'è tutta una tradizione secolare, mica puoi cancellare la storia così con un colpo di spugna. Poi non dimentichiamoci la goldenauar».
«Cos'è? Un gioiello di Damiani?».
«Ma no, Ciga, stupidino, in medicina è quell'ora d'oro che non deve passare per i soccorsi. Ve lo vedete uno che da Formazza scende solo in un'ora fin ad Ornavasso? Dobbiamo anche pensare a quelli, non è che perché vivono in montagna li possiamo dimenticare. E poi i posti di lavoro, ci pensate? La più grande azienda pubblica di una città che chiude dall'oggi al domani, quanta gente che se ne va o che non viene più, i negozi chiudono, la gente emigra. Roba che non si dorme più la notte».
«Ma Ade, a te che ti frega? Se non interessa Marziano dobbiamo preoccuparci noi? Anzi, sentiamo cosa ne pensa Marziano, che non l'ho ancora sentito dire nulla in proposito».
…..
«Marziano?»
….
«Oh, che è morto?»
«Ma no, Ciga, si è addormentato».
«Guardalo come dorme beato».
«….Rosmini!»
«Che ha detto? Formine? Sta sognando di giocare sulla spiaggia come da bambini?».
«Ma no ha detto Rosmini, starà pensando al Collegio».
«Oh, ragazzi, che vi avevo detto, siamo arrivati, sta macchina è una bomba. Che facciamo con Marziano, lo svegliamo?».
«Ma no, dai, lascialo riposare, poverino».
«Oh, Chiampa è stato chiaro, senza di lui non si va avanti».
«E allora sveglialo».
«Per me era meglio se lo lasciavamo in autogrill».