SIGNIFICATO DEI TRIBUTI

Molto spesso chiamiamo impropriamente le entrate dello Stato derivanti dall’imposizione fiscale sulle persone o società utilizzando termini come tributo, tassa, imposta e contributo come sinonimi. In realtà non sono la stessa cosa. Mi piacerebbe con questo articolo approfondire il significato, in modo che ognuno di noi abbia coscienza di cosa sta pagando. Forse è una piccola soddisfazione sapere il corretto nome dei prelievi che il Fisco effettua dalle nostre tasche, ma, ricordiamoci, che senza tale prelievo (talvolta realmente esagerato, soprattutto se paragonato ad altri Stati Europei a noi similari) la “macchina statale” (che ricordo a tutti è anche formata da persone che giustamente a fine mese pretendono uno stipendio per l’attività svolta) si fermerebbe completamente.
Tributo: è un’entrata obbligatoria per legge. I tributi ricomprendono le imposte, tasse e contributi.
Tassa: è direttamente legata all’erogazione/fruizione di determinate attività pubbliche; è cioè obbligatorio pagare una tassa unicamente se si riceve un servizio o prestazione dall’ente pubblico. Ne sono un esempio la TARI (tassa sui rifiuti) che paghiamo per il servizio di nettezza urbana, o un po’ meno chiaramente, la TASI (tassa sui servizi indivisibili) da qualcuno rinominata simpaticamente “sui servizi invisibili”, che serve ad esempio a finanziare l’illuminazione e la manutenzione stradale.
Imposta: non è correlata all’erogazione di un servizio, ma alla capacità reddituale o patrimoniale che un soggetto possiede. Le imposte si distinguono a loro volta in dirette ed indirette.
Imposta diretta: colpisce direttamente la capacità contributiva tanto patrimoniale che reddituale. Esempi d’imposta sono l’IRPEF (imposta sui redditi delle persone fisiche), l’IRES (imposta sui redditi delle società), l’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive).
Un esempio di imposta patrimoniale è l’IMU (imposta municipale propria) che colpisce direttamente il patrimonio del soggetto, tale imposte viene pagata in base al valore catastale dei fabbricati e terreni posseduti.
Imposta indiretta: colpisce in modo indiretto la capacità contributiva determinando le imposte in base ai consumi che un soggetto fa. Ne è un esempio l’IVA (imposta sul valore aggiunto), che viene pagata ogni volta che si compra un bene o un servizio (con alcune esclusioni).
Contributo: viene versato ogni qualvolta un soggetto trae direttamente beneficio dall’esecuzione di un’opera pubblica che è destinata, di per sé, alla collettività in modo indistinto. Il tipico caso è quello di una bonifica pubblica, per la quale viene richiesto un contributo ai proprietari dei fondi confinanti con i terreni bonificati.
Il significato di “contributo” come sopra indicato non va confuso con i contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori che fanno invece parte del sistema della “parafiscalità”, ed hanno un significato completamente differente.

Dott. Tommaso Saglietti

P.S. Trattando questo argomento non intendo risolvere qualsivoglia dubbio ma voglio dare un’ informazione generale sull’argomento.
Rammento che la fiscalità in Italia cambia quotidianamente, quindi le notizie lette oggi possono risultare non veritiere domani