VOLUNTARY DISCLOSURE

Forse è un nome che già avete sentito al telegiornale, o al bar, o perché ne siete direttamente interessati. Lungi da me pensare di essere esaustivo su un argomento così ampio in queste poche righe. Il mio obbiettivo, come sempre, è quello di far sapere dell’esistenza di una tematica di stretta attualità, che, se di interesse, è opportuno venga approfondita di propria sponte o meglio con il proprio commercialista, poiché la procedura prevista è molto complessa.
La Voluntary Disclosure non è altro che un’autodenuncia fatta volontariamente all’Agenzia delle Entrate nella quale si elencano le attività finanziarie o patrimoniali che non sono state dichiarate a tempo debito al Fisco e che permette di sanare la posizione sotto l’aspetto tributario ed, eventualmente, anche sotto l’aspetto penale, pagando delle sanzioni “ridotte”.
Ciò non significa che beneficeranno di questo sturmento unicamente persone che hanno fatto del “nero”; per farvi capire di cosa si parla faccio questo esempio. Due nonni che hanno sempre vissuto e lavorato in Svizzera, hanno aperto un conto corrente intestandolo alla nipotina residente in Italia, versando anno dopo anno piccole cifre ma che arrivati alla maggiore età della ragazza consistono in un piccolo patrimonio in franchi svizzeri, equivalente oggi ad Euro 12.000. Poiché per la legge Italiana quel piccolo conto in banca doveva essere inserito nella dichiarazione dei redditi della nipotina (a cura dei genitori), cosa mai fatta, per sanare la posizione, la nipotina (oggi maggiorenne) potrà utilizzare questo strumento.
Attenzione: il costo della “regolarizzazione” può essere molto più alto rispetto ai passati “Condoni” o “Scudi fiscali” che consentivano la regolarizzazione con il pagamento (vedi scudo del 2009) di un’imposta sostitutiva del 5%.
Oggi il contribuente dovrà infatti pagare tutte le imposte non versate con gli interessi, ed avrà una “sconto” solo sulle sanzioni.
La procedura potrà essere attivata per tutte quelle violazioni commesse prima del 30 settembre 2014 e per tutti i periodi di imposta ancora accertabili.
Tenuto conto degli Accordi Internazionali perfezionati negli ultimi giorni dall’Italia con diversi Paesi che per antonomasia facevano del segreto bancario il loro punto di forza (che hanno come finalità lo scambio “automatico” dei dati dei cittadini italiani che hanno disponibilità finanziarie o patrimoniali in quei Paesi), sembra che la V.D. sia l’ultimo appiglio per regolarizzare le posizioni di coloro che sino ad ora non lo hanno ancora fatto e per non incorrere nelle gravosissime sanzioni tributarie e penali di legge.

Dott. Tommaso Saglietti

P.S. Trattando questo argomento non intendo risolvere qualsivoglia dubbio ma voglio dare un’ informazione generale sull’argomento.
Rammento che la fiscalità in Italia cambia quotidianamente, quindi le notizie lette oggi possono risultare non veritiere domani